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3 ricordi del 2020

Vi ricordate la notte di San Silvestro del 2019? Scommetto di sì. Ormai è passato quasi un anno e noi tutti stiamo ancora cercando di capire se il tempo sia volato o se sia stato interminabile - il che, bisogna ammetterlo, è una bella contraddizione! Ebbene, voglio proporvi un gioco: provate a individuare i tre ricordi per voi più importanti di quest’anno ormai agli sgoccioli. Ecco i miei. 

PRIMO RICORDO: Kids&Us 

Il tempo sembra essere stato più relativo che mai quest’anno. Il 2020 è trascorso in un lampo ma abbiamo sperimentato tantissime cose nuove; mi vengono quasi le vertigini a ripensare a ciò che abbiamo vissuto. Noi di Kids&Us avevamo dato il via all’anno coronando finalmente uno dei nostri sogni: il 13 gennaio avevamo inaugurato i nuovi uffici della Sede Centrale a Manresa ed eravamo già proiettati sul momento in cui avremmo finalmente incontrato tutta la famiglia Kids&Us a Valencia, in occasione della Convention annuale. Sembra passata una vita! E invece il 12 marzo è stato l’ultimo giorno nel quale, in Spagna, siamo stati tutti in ufficio. Da allora, prima a causa dell’isolamento e poi per via delle turnazioni del lavoro da remoto, non è mai più capitato di ritrovarci di nuovo tutti insieme.  Eppure, abbiamo continuato a lavorare duramente, abbiamo reso digitale il nostro metodo e abbiamo fatto in modo di assicurare ai nostri studenti la continuità del loro contatto con l’inglese perché questo era per noi imprescindibile! 

SECONDO RICORDO: l’impegno comune 

Con il passare dei giorni abbiamo iniziato a conoscere il COVID-19 un po’ di più e a realizzare quanto non fosse minimamente paragonabile a un virus influenzale. Il mondo è arrivato presto a una battuta di arresto. Abbiamo dovuto abituarci a espressioni alle quali non eravamo pronti, come “auto-isolamento” e “lockdown”, e abbiamo sofferto quando le nostre scuole hanno dovuto chiudere, quando siamo stati obbligati a lavorare da casa e quando ci sono state imposte misure sempre più stringenti. Ma, soprattutto, la cosa più dura è stata la sofferenza di tutte le famiglie che sono state colpite direttamente dagli effetti del virus e della malattia. 

Sono certa che nessuno dimenticherà mai il silenzio assordante delle strade vuote, gli applausi agli operatori sanitari, le canzoni cantate assieme ai vicini dai terrazzi e il grande esempio datoci dallo spirito di adattamento con il quale i bambini hanno affrontato una situazione del tutto nuova. Ricorderemo, inoltre, la corsa alla ricerca di un vaccino o di un trattamento efficace, nonché gli innumerevoli studi condotti in tutto il mondo per investigare le dinamiche di diffusione del virus, il suo comportamento e come poterlo fermare. 

È stato questo impegno comune – un vero e proprio gioco di squadra – che ci ha portati a dove siamo adesso, a un passo dalla conclusione di uno degli anni più duri che abbiamo mai vissuto, ma dal quale riusciamo a scorgere una luce in fondo al tunnel. 

TERZO RICORDO: gli abbracci 

Questo non è esattamente un ricordo di qualcosa che è stato, quanto piuttosto un’attesa impaziente di tutti gli abbracci che abbiamo in serbo. Quando ripenseremo a quanto sia stato intenso questo 2020, ricorderemo anche l’ultima volta che ci siamo abbracciati gli uni gli altri all’inizio del mese di marzo. 

Molti altri abbracci ci aspettano, ne sono certa, ma per ora permettetemi di mandare alcuni abbracci virtuali: 

  • All’intera famiglia Kids&Us, composta da affiliati, insegnanti, genitori e, ovviamente, dai nostri amati studenti. 
  • A coloro che hanno sofferto per le più crudeli conseguenze della pandemia. 
  • A coloro che hanno dovuto chiudere i propri esercizi commerciali per settimane o mesi. 
  • A tutti i bambini, per ringraziarli del loro incredibile spirito di adattamento: che grande lezione ci hanno insegnato! 
  • A tutte le famiglie che hanno fatto uno sforzo sovrumano per trovare un equilibrio tra impegni familiari e lavorativi.  
  • A coloro che non hanno visto i propri familiari per mesi. 
  • E a tutti voi che avete seguito le raccomandazioni per contribuire al contenimento del virus. 

Indubbiamente questo Natale sarà differente: strano e più malinconico che mai. Ma dobbiamo a noi stessi un po’ di spirito natalizio, per coloro che ci circondano e per tutto ciò che ci aspetta. 

Buon Natale e felice anno nuovo.  

Grazie! 

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