Benvenuti nel Blog di Natàlia Perarnau

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Si è da poco compiuto un anno dal momento in cui la pandemia da COVID-19 ha fatto irruzione nelle nostre vite sconvolgendole sotto innumerevoli punti di vista. In un mondo che è cambiato tanto in così poco tempo, nel quale abbiamo visto molti processi modificarsi radicalmente e dove anche realtà come l’educazione e la formazione hanno vissuto un incredibile stravolgimento, ci si può trovare a interrogarsi sulle prospettive future dell’insegnamento delle lingue. Stiamo vivendo una fase in cui non ci è ancora permesso tornare a viaggiare, né vivere la dimensione sociale come facevamo prima, né poter interagire direttamente con persone di culture e paesi diversi. In questo contesto, cosa ne è dunque della necessità di continuare a imparare le lingue?

Indubbiamente la situazione corrente limita la possibilità di viaggiare ma resta viva l’esigenza di imparare e, di conseguenza, di insegnare le lingue per poter comunicare e interagire con il resto del mondo. In effetti, oggi più che mai l’insegnamento delle lingue costituisce qualcosa di fondamentale. Vediamone insieme alcuni dei motivi.

Il primo motivo è che la crisi sanitaria che stiamo attraversando porta con sé, purtroppo, una crisi economica non troppo in là da venire. In situazioni analoghe, molte persone scelgono di arricchire la propria formazione acquisendo ulteriori conoscenze e competenze che permettono loro di reinventarsi, fronteggiando le difficoltà del mondo del lavoro attraverso nuove sfide professionali. A tal fine, l’inglese è indubbiamente una conoscenza fondamentale.

Il secondo motivo è il quotidiano moltiplicarsi dei canali di comunicazione online. Questi ci rendono più interconnessi che mai e, di conseguenza, è ben più che probabile che molti sentano l’esigenza di imparare nuove lingue per comunicare in contesti come, per esempio, quello professionale e educativo che mutano.

Alla luce di queste considerazioni, dunque, apprendere e imparare le lingue continua a essere una necessità reale. La pandemia ha avuto un impatto non indifferente sul mondo dell’istruzione e della formazione (non solo per quanto riguarda l’insegnamento delle lingue), costringendo le istituzioni scolastiche a fronteggiare un necessario ammodernamento e a prepararsi a continuare a trasmettere contenuti e conoscenze a prescindere dal contesto in cui ci si può trovare ma con i medesimi standard qualitativi. Da questo punto di vista, il presupposto al quale siamo stati saldi fin dall’inizio come Kids&Us è che i nostri studenti dovessero avere la possibilità di continuare a imparare l’inglese. Infatti, il prezzo da pagare per l’eventuale perdita di numerosi e preziosi mesi di apprendimento sarebbe stato alto per qualsiasi studente. Ecco perché abbiamo reso il nostro metodo digitale, in modo che bambini e ragazzi potessero avervi accesso a prescindere da quanto stesse accadendo.

È evidente, considerata la situazione attuale e i suoi futuri sviluppi, che i nostri figli dovranno prepararsi con grinta a un contesto internazionale che probabilmente sarà ancor più difficile e competitivo.

Come conciliare dunque queste esigenze formative con una modalità di apprendimento di qualità ma sicura per tutti?

- Puntando all’eccellenza, come abbiamo sempre fatto. Questo approccio caratterizza Kids&Us da sempre e non si tratta di qualcosa che abbracciamo solo come conseguenza dei tempi che corrono.

- Individuando con cura obiettivi, esigenze e motivazioni dei nostri studenti, capendo a cosa serve e servirà loro l’inglese e come accompagnarli al meglio in questo percorso.

- Adeguandoci ai nuovi ambienti di apprendimento, in grado di agevolare l’accesso alle conoscenze in qualsiasi contesto. Garantendo che l’apprendimento continui a essere entusiasmante e a portare risultati, che il monitoraggio personalizzato dei progressi abbia luogo come di consueto e che il dialogo con tutte le figure coinvolte nel processo prosegua con efficacia.

Senza ombra di dubbio il coronavirus ha accelerato il processo che ha portato il mondo dell’insegnamento ad accogliere mezzi di comunicazione che, sebbene relativamente nuovi per le istituzioni scolastiche, costituiscono realtà con le quali le nuove generazioni interagiscono con estrema naturalezza. In un contesto nel quale i confini fisici tra i paesi sono diventati frontiere difficili da attraversare, il mondo online apre ai giovani e a noi tutti infinite possibilità di relazione. Che piaccia o meno, infatti, gli uomini sono esseri socievoli e sociali. Il bisogno di comunicazione emergerà sempre, facendosi strada laddove riuscirà a fluire più facilmente.

Ecco perché l’inglese continua a essere necessario: imparare e padroneggiare questa lingua può davvero fare la differenza. In una realtà in cui la dimensione virtuale è sempre più presente e in cui si ricorre quotidianamente a strumenti che consentono di partecipare a una medesima riunione da diversi luoghi del globo, la possibilità di trovarsi a lavorare in team con persone di diverse nazionalità non è poi così remota. Condividere conoscenze accorciando le distanze e risparmiando tempo è ormai una realtà, è come se ci teletrasportassimo ogni volta! Pertanto, le collaborazioni multiculturali in cui la lingua franca è l’inglese sono diventate qualcosa di sempre più all’ordine del giorno.

Infine, non dimentichiamoci anche del discorso della continuità: l’apprendimento di una lingua è un lavoro a lungo termine in cui la costanza gioca un ruolo chiave. Imparare una seconda o terza lingua è un processo graduale da portare avanti negli anni, come l’apprendimento della propria lingua madre. Esposizione, utilizzo e studio di una lingua non devono mai venir meno perché fermarsi ha, in generale, un prezzo molto alto in qualsiasi ambito legato all’educazione e alla formazione. La pandemia che stiamo vivendo è una situazione circostanziale alla quale non possiamo permettere di interrompere un processo che ha luogo, come nel nostro caso, da quando i nostri studenti erano bambini piccoli, compromettendo i risultati ottenuti finora.

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